La mancanza è un sentimento, strano.
Che procura sensazioni mute, come di respiri che all’improvviso saltano.
Mi spiego. Si respira bene solitamente, uno, dieci, trenta respiri di seguito. Poi la tua mente ti rimanda a un immagine di una persona e all’improvviso il respiro si arresta. E’ un istante, ma il respiro manca. E per quell’istante resti sospeso a dirti che ti manca.
Continui a fare come se non fosse successo niente, ma gioisci pensando che quella persona magari in quell’istante era ovunque a sorridere e pensi che la vita va bene così, che le persone belle a cui vuoi bene è giusto immaginarsele sorridere, anche se non lo stanno facendo con te, penso sia bello, pensarla così, non perché consoli ma perché se una persona è bella, lo è al di là del fatto che ti sta o meno accanto, se vuole starci, accanto, siamo alla meraviglia, che è uno stadio oltre la bellezza, e allora vai in giro con un respiro in meno nel petto, e visto che la mancanza è un sentimento che non è giusto urlare, per i motivi che scrivevo sopra, e perché non fa bene a chi la prova, vorrei che queste parole mi uscissero dalla bocca come in un fumetto.
Nella vignetta vedresti il tratto leggero della matita, il modo in cui esita tra una lettera e l’altra, il colore tenue della mancanza e l’assenza di domande implicite alla fine dell’enunciazione.
Se avessi dei dubbi potresti prendere l’unico filo, che è quello che mi esce dalla bocca e collegarlo alla frase: mi manchi – non ci sono altri fili, ti accorgeresti anche di questo – a trattenerla come un palloncino per guardarla da ogni lato.
Che procura sensazioni mute, come di respiri che all’improvviso saltano.
Mi spiego. Si respira bene solitamente, uno, dieci, trenta respiri di seguito. Poi la tua mente ti rimanda a un immagine di una persona e all’improvviso il respiro si arresta. E’ un istante, ma il respiro manca. E per quell’istante resti sospeso a dirti che ti manca.
Continui a fare come se non fosse successo niente, ma gioisci pensando che quella persona magari in quell’istante era ovunque a sorridere e pensi che la vita va bene così, che le persone belle a cui vuoi bene è giusto immaginarsele sorridere, anche se non lo stanno facendo con te, penso sia bello, pensarla così, non perché consoli ma perché se una persona è bella, lo è al di là del fatto che ti sta o meno accanto, se vuole starci, accanto, siamo alla meraviglia, che è uno stadio oltre la bellezza, e allora vai in giro con un respiro in meno nel petto, e visto che la mancanza è un sentimento che non è giusto urlare, per i motivi che scrivevo sopra, e perché non fa bene a chi la prova, vorrei che queste parole mi uscissero dalla bocca come in un fumetto.
Nella vignetta vedresti il tratto leggero della matita, il modo in cui esita tra una lettera e l’altra, il colore tenue della mancanza e l’assenza di domande implicite alla fine dell’enunciazione.
Se avessi dei dubbi potresti prendere l’unico filo, che è quello che mi esce dalla bocca e collegarlo alla frase: mi manchi – non ci sono altri fili, ti accorgeresti anche di questo – a trattenerla come un palloncino per guardarla da ogni lato.
On air: Veronica Falls - My Hearts Beat


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