Oggi, dopo un bel pomeriggio passato a fare shopping, sono entrata nel viale alberato che mi porta verso casa e all’improvviso di fianco a me, seduti su una panchina, ho visto due ragazzi: lui camicia e maglione, lei i capelli raccolti.
Dire che erano belli e' normale (gli eroi sono tutti belli), quello che colpiva erano i loro contorni. Non so spiegare bene questa cosa, se non che non sembravano esattamente li' dov'erano, non sembravano reali.
Come quando si sbaglia i tempi di posa. O il soggetto si muove. Oppure quando dai un bacio come una promessa e poi ti dimentichi di riprendertelo indietro e quel bacio rimane li', sospeso. In controluce.
Cosi' quei due ragazzi. Erano come fuori fuoco, fuori asse, fuori tempo.
Lui le stava leggendo un libro ad alta voce e lei guardandolo sorrideva.
Essere al posto di quella ragazza forse sarebbe stato tutto piu’ facile.
Sono cose che sento. Che so. Inutile farmi troppe domande, quando le risposte le ho gia'.
Cosi' li guardavo, quei due, e più cercavo di mettere a fuoco la scena, piu' cercavo di capire cos'avevano di speciale, il loro segreto, la loro magia, piu' loro diventavano evanescenti, perdevano consistenza.
Prima di allontanarmi troppo ho sentito lui che diceva "c'e' tempo".
E mi e' sembrata una bella frase, la cosa giusta da dire. Adesso.
On air: De Gregori - Pezzi di vetro
15.11.08
Sfocatura
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