Oggi finito le fatiche dell’ufficio sono tornata a casa e ho deciso di uscire a fare un giro in bici al parco Ruffini.
Andare in bici al parco alle sette di sera a settembre consiste nel non veder in giro tanta gente che cerca di farsi investire in tutti i modi, cani compresi.
Certo, ci sono anche i lati negatici...
Tipo che col fatto che sei sempre andata in giro in bici di giorno, ti sei resa conto con orrore che non hai la luce. Il fatto ti si è palesato solo nel momento in cui hai incrociato un ciclista con la luce accesa. L'unico, a dirla tutta, tra tutti quelli che hai incrociato, ma non è che questo ti giustifichi. Ah, perché il fatto negativo è che a settembre, dopo le sette di sera inizia a essere buio. Nonostante il buio capita sempre di incontrare la vecchia centenaria col bastone che cammina sulla parte riservata alle biciclette. E va be che è buio e va be' che sarà pure mezza cieca, ma la bici disegnata sul percorso è bella grossa!
Poi ci sono (sempre) quelli che vanno in bici appaiati perché stanno chiacchierando e non si spostano mica, anche se la corsia delle bici è abbastanza stretta. Che bisogna fare, un frontale?
Poi c'è anche quello che in un vialone bello largo del parco ti sorpassa sulla sinistra per poi tagliarti la strada che doveva girare a destra. Ma un incidente di bici al parco ti pare la cosa più cretina della terra.
Poi ci sono quelli che fanno attenzione solo quando sono sulla strada: una volta sulla pista badano solo a dove vanno senza curarsi di ciò che c'è attorno a loro e che sta sopraggiungendo.
Infine, quando stai andando via, ti ferma una ragazza carina, inglese, ma che parla molto bene italiano, anche lei in bici, armata di cartina che ti chiede come arrivare in Corso Vittorio, perché non sa più bene dov'è. La aiuti cercando di parlare lentamente (perché tu desidereresti tanto questa accortezza da parte degli inglesi quando parli con loro), lei ringrazia e pedala via e tu pensi sorridendo che certe volte ti basta poco per renderti la giornata piu’ serena.
On air: Jennifer Gentle - Circles Of Sorrow
Andare in bici al parco alle sette di sera a settembre consiste nel non veder in giro tanta gente che cerca di farsi investire in tutti i modi, cani compresi.
Certo, ci sono anche i lati negatici...
Tipo che col fatto che sei sempre andata in giro in bici di giorno, ti sei resa conto con orrore che non hai la luce. Il fatto ti si è palesato solo nel momento in cui hai incrociato un ciclista con la luce accesa. L'unico, a dirla tutta, tra tutti quelli che hai incrociato, ma non è che questo ti giustifichi. Ah, perché il fatto negativo è che a settembre, dopo le sette di sera inizia a essere buio. Nonostante il buio capita sempre di incontrare la vecchia centenaria col bastone che cammina sulla parte riservata alle biciclette. E va be che è buio e va be' che sarà pure mezza cieca, ma la bici disegnata sul percorso è bella grossa!
Poi ci sono (sempre) quelli che vanno in bici appaiati perché stanno chiacchierando e non si spostano mica, anche se la corsia delle bici è abbastanza stretta. Che bisogna fare, un frontale?
Poi c'è anche quello che in un vialone bello largo del parco ti sorpassa sulla sinistra per poi tagliarti la strada che doveva girare a destra. Ma un incidente di bici al parco ti pare la cosa più cretina della terra.
Poi ci sono quelli che fanno attenzione solo quando sono sulla strada: una volta sulla pista badano solo a dove vanno senza curarsi di ciò che c'è attorno a loro e che sta sopraggiungendo.
Infine, quando stai andando via, ti ferma una ragazza carina, inglese, ma che parla molto bene italiano, anche lei in bici, armata di cartina che ti chiede come arrivare in Corso Vittorio, perché non sa più bene dov'è. La aiuti cercando di parlare lentamente (perché tu desidereresti tanto questa accortezza da parte degli inglesi quando parli con loro), lei ringrazia e pedala via e tu pensi sorridendo che certe volte ti basta poco per renderti la giornata piu’ serena.
On air: Jennifer Gentle - Circles Of Sorrow



1 commenti:
...e adesso pedala!
Posta un commento