Non c'è un muro sul quale appoggiarmi per reggermi in piedi la testa che gira.
La mia testa leggera.
C’è fango abbastanza per cadere, sporcare le scarpe.
C’è il sole che scalda e non scalda.
Io mi scatto alcune fotografie per ricordarmi del volto che indosso stasera, per ricordare i cambiamenti che ha avuto rispetto al volto di un mese fa, al volto che avrò nel domani che sta già arrivando.
Un domani in cui ho le costole rotte dal ritmo delle mie aritmie.
Il segnale indica un sentiero senza uscita ma ci entro lo stesso, vago tra le aiuole di animali morti. Io animale morente, ovunque la morte, nei fossi e nei mazzi di fiori legati ai guard rail.
Da qualche parte sento un mio inizio di morte, un principio di fine, l’indizio di quando la pelle non sarà più fresca ma livida, eppure non sono mai stata più viva, i polmoni pien dell’aria ormai fredda di notte, la fronte che scotta, il dolore pulsante del corpo che annulla il dolore sordo di vecchi pensieri, il dolore pulsante del corpo che cessa al risveglio.
Mi sveglio e il mio corpo fa finta di niente.
Poi l'odore del libro che sfoglio, le dita che sanno di arancia, l'odore del caffè, mi sono cambiati i capelli, stanotte, non posso non dire di più.
On air: Le luci della centrale elettrica - Piromani si muore
28.11.11
Son(n)o
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