13.9.11

Io

Mi dispiace a volte accorgermi che le persone che più mi sono prossime non mi conoscono realmente fino in fondo, proprio loro che dovrebbero avere piu’ cognizione di me, i miei genitori , i miei parenti piu’ stretti. Mi fa male rendermi conto che certi loro pensieri su di me non convergano al mio essere reale. Ad esempio non sanno quanto amore ho dentro il cuore per chi deciderei di avere accanto e quanto potrei venerare, con tutta la tenerezza dell’universo, un amore o un figlio. O forse lo sanno ma è come se io ne dovessi dare prova, come se troppo spesso non riuscissero a vedere dietro il mio guscio di carta pesta, dietro la mia armatura pesante. Tutto questo lo giustifico col fatto che negli ultimi anni io non ho condiviso il mio amore con loro, quello che ho avuto nel cuore in questi ultimi anni, quello che ho adesso. A volte avrei voglia di asportarmi il cuore e di metterlo davanti ai loro occhi così potrebbero osservarlo, potrebbero vederlo palpitare. Credo che lo vedrebbero battere cosi forte che si spaventerebbero e forse finalmente capirebbero tante cose che nemmeno immaginano o che forse immaginano ma che sognano diverse. Sono convinta che comprenderebbero, sono convinta che poco alla volta arriverebbero a capirmi, a osservarmi nella mia parte più in ombra ed amarmi ancora di più di quel che fanno e che hanno sempre fatto. Alla fine si renderebbero conto di quanto sono fragile, quanto amore mi scoppia in seno e negli occhi, per loro, per chi amo e per chi amerò.

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