18.6.10

Addio, superbo scrittore

L'etica di cui parlo io è una piccola cosa laica da usare nel rapporto con gli altri. Passa da un sentimento semplice come il rispetto, niente di più. Se un domani, per una serie di circostanze, fosse necessaria la rivoluzione, sarebbe diverso.
Ma lasciamo la rivoluzione a dopo e cominciamo dalle piccole cose che si possono fare senza rivoluzione. Piccole cose che possono avere conseguenze forti e intense come le rivoluzioni, le quali non durano. La prima cosa che fa una rivoluzione è divorare chi l'ha fatta. La rivoluzione è un "no" che contrasta un "sì". Disgraziatamente tutte le rivoluzioni, più prima che poi, si trasformano in un altro "sì". L'Unione Sovietica si trasformò in un "sì" che arrivava fino alla Siberia.
Per questo bisogna stare attenti a come vanno le cose, a quello che succede. Possiamo distrarci, andare al cinema, avere un amore, fare tutte le cose belle che vogliamo. Ma dobbiamo avere la responsabilità di dire cosa succede, di chiedere il conto. Proprio così: chiedere il conto, chiedere il conto...
La gente si scandalizza quando dico che la democrazia è una cosa stupenda, davvero stupenda, così bella, così bella che si possono fare un sacco di cose non democratiche democraticamente.
Cos'è la democrazia? Mi danno un pezzetto di carta dove sta scritto il nome di un signore o di un partito. Mi avvicino all'urna e ce lo infilo. E in quel preciso momento rinuncio a me stesso. Per quel signore è la stessa cosa, farà di quel mio voto quel che più gli piace. La democrazia è il momento in cui il cittadino rinuncia ad essere cittadino. Dopo aver votato, ci sarà chi penserà: "Ce l'ho fatta. Le persone che volevo sono il governo". Oppure: "Sono all'opposizione, ma tra quattro anni potrò votare di nuovo". Non si rendono conto che il voto non significa ciò che ingenuamente credono, se ancora ci credono.
Tutto ciò ha a che vedere con cosa facciamo nella vita, cosa facciamo della responsabilità. Ce l'abbiamo, dobbiamo averla. Nella crisi assoluta che stiamo vivendo, in cui tutto sembra e niente è, in cui tutto appare falso, in cui le parole non significano nulla, in cui la manipolazione dello spirito e della coscienza avviene sistematicamente, ventiquattro ore al giorno, noi reagiamo? Non mi pare.
Il problema è qui. Perché non reagiamo? Con l'Illuminismo e l'Enciclopedia avevamo idee. Ci sbagliavamo, ci confondevamo, ma avevamo idee. Ora no. Stiamo attraversando un deserto in cui le idee non esistono. Ma se uno è nel deserto e prova a dire qualcosa, il deserto non è già più così deserto come prima. Il deserto è deserto se non c'è nessuno da ascoltare. Non solo non sappiamo che dire, non sappiamo neanche ascoltare le cose che, malgrado tutto, si continuano a dire.

[Pensar, pensar y pensar - José Saramago]

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