Mi sento come un bicchiere pieno all'orlo e capovolto. Ma mentre lo scrivo già non calza più. Allora non lo so come mi sento. Io non lo so più. Mi sento senza nome, quindi quasi salva. Come una cosa, che cosa? Che ha passato il punto di accumulazione del trabocco e che, per qualche strana magia della fisica, pur essendo a testa in giù non lascia uscire niente. C'è qualcosa là in fondo, sulla punta delle mie dita, che fa da tappo invisibile, da insospettabile membrana impermeabile. Le mie parole, mentre assicurano di non voler altro che sgocciolarsi in giro, premono contro le pareti del bicchiere e così, per non fidarsi troppo neanche di quel qualcosa, riescono a tenersi su. Ma non può durare a lungo, si sa: il giorno che cederanno ci riconosceremo dai vestiti bagnati.
On air: Annika Norlin (Hello Saferide) - Arjeplog
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