Nevica da un cielo cobalto, da un inverno avaro, da un freddo acuto.
Nevica per coprire i miei passi, o è un trucco per prendermi le orme e scoprire dov'è che vado quando scappo dai luogocomuni.
Nevica che ancora mi stupisco che nevichi.
E qui, dalla finestra del mio ufficio, vedo gente in cortile che fuma e alza gli occhi al cielo.
Si vede lontano un miglio che in cuor suo un po' è contento, anche se con questo freddo assurdo vedrai come si bagna quel cuore di cartone, che poi hai voglia a metterlo ad asciugare, viene tutto storto e pieno di onde, e ci resta su pure l'alone del bagnato…
Che poi a che temperatura si scongela il cuore ancora non si è capito, a me mi resta sempre bruciacchiato fuori e gelato dentro…insomma nevica.
E stasera chissà se riuscirò a tornare a casa, ma a me che mi importa?
Io vorrei vivere di coincidenze, ora qui e domani chissà dove, mica vagabonda che son io, no-no, io voglio andare in giro con quel che c'è nella carta di credito e tornare con gli occhi carichi di cose viste e sentite…
E quindi nevica sui nostri volti , sulla favola bella che ieri mi ha illuso, che oggi ti illude, e io non ho nemmeno un ombrello, però so per certo una cosa:
io sono fortunata, io conosco anime salve.
On air: C.S.I. - A tratti
10.12.08
Ore 10.30 in Pausa Caffè
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1 commenti:
ma lo sai una cosa?? è tutto un problema di chimica-fisica...per le sostanze pure e cristalline il punto di congelamento coincide con quello di fusione...e i nostri cuori...se puri e cristallini...cosiccome congelano, possono sciogliersi in un istante...e per qualche centesimo di grado o poche atmosfere di tensione quei brividini di freddo sulla pelle si tramutano in emozioni :-)
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